Livelli di colesterolo LDL: basso è meglio | Ascolta il tuo battito

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Per prevenire le malattie cardiovascolari, soprattutto nei pazienti ad alto e altissimo rischio, le ultime Linee Guida dell'European Society of Cardiology (ESC) e l'European Atherosclerosis Society (EAS)[1] raccomandano di ridurre i livelli di colesterolo LDL definendo dei target raccomandati da raggiungere.

Questo approccio si basa sulle forti evidenze scientifiche che dimostrano come la riduzione dell'LDL-C possa incidere significativamente sulla dimuzione del  rischio di eventi cardiovascolari.

Per raggiungere questi obiettivi, le Linee Guida europee suggeriscono diverse fasce a seconda del rischio cardiovascolare individuale.

  1. Per i pazienti ad altissimo rischio (rischio di mortalità cardiovascolare in 10 anni > 10%), si raccomanda
    • riduzione del colesterolo LDL di almeno il 50% rispetto al valore basale e un target di LDL < 55 mg/dl.
    • Per i pazienti ad altissimo rischio che vanno incontro a un secondo evento vascolare entro 2 anni dal primo: la riduzione di LDL dovrebbe essere < 40 mg/dl
  2. Per i pazienti ad alto rischio (rischio di morte per cause cardiovascolari in 10 anni compreso fra il 5 e il 10%), si raccomanda
    • riduzione di almeno il 50% rispetto al valore basale e un target di LDL < 70 mg/dl.
  3. Per i soggetti a rischio moderato (rischio di morte per cause cardiovascolari in 10 anni fra l’1 e il 5%), si raccomanda
    • riduzione dell’LDL sotto i 100 mg/dl
  4. Per i soggetti a basso rischio (rischio di morte per cause cardiovascolari in 10 anni < 1%), si raccomanda
    • riduzione dell’LDL sotto i 100 mg/dl (anche qui stesso commento del precedente)

Per assicurarsi che i pazienti raggiungano e mantengano gli obiettivi di trattamento, le nuove linee guida europee sottolineano anche l'importanza di sottoporsi a controlli periodici per monitorare i livelli di colesterolo LDL e valutare l'efficacia del trattamento.

COLESTEROLO HDL, COS’è E VALORI OTTIMALI: IL VALORE ALTO E’ MEGLIO

Cos’è il colesterolo HDL?

Il colesterolo HDL (High-Density Lipoprotein), noto comunemente come "colesterolo buono", è una lipoproteina prodotta dal fegato. Funziona come una sorta di "spazzino" nel sistema cardiovascolare, avendo un'azione protettiva; a differenza del colesterolo LDL, che può depositarsi nelle arterie formando placche e restringendo il flusso sanguigno, il colesterolo HDL rimuove il colesterolo in eccesso dalle pareti arteriose e lo trasporta al fegato, dove può essere eliminato dal corpo.

Comprendere il ruolo del colesterolo HDL è altrettanto importante, in quanto livelli più alti di questo possono essere vantaggiosi per il cuore.

E’ altrettanto importante comprendere il ruolo del colesterolo HDL (High-Density Lipoprotein, noto comunemente come "colesterolo buono") in cui i livelli più alti possono essere vantaggiosi per il cuore.

Il colesterolo HDL è un lipoproteina prodotta dal fegato che agisce come una sorta di "spazzino" nel nostro sistema cardiovascolare. A differenza del colesterolo LDL che può depositarsi nelle arterie formando placche e restringendo il flusso sanguigno, il colesterolo HDL ha un'azione protettiva rimuovendo il colesterolo in eccesso dalle pareti arteriose e trasportandolo verso il fegato per essere eliminato dal corpo.

Un’alta concentrazione di HDL (> 60 mg/dl) protegge da malattie cardiovascolari come ictus ischemico e infarto del miocardio. Una bassa concentrazione di HDL (< 40 mg/dl per gli uomini e < 50 mg/dl per le donne) ne aumenta invece il rischio.

A cura di FABRIZIO OLIVA, Presidenza Nazionale dell’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO)